Arezzo, Carmelo Bene. La voce e i corpi

TEATRO PIETRO ARETINO
Via della Bicchieraia, 32

CARMELO BENE. LA VOCE I CORPI

Venerdì 11 maggio alle ore 17 presso il teatro Pietro Aretino si terrà il consueto appuntamento annuo dedicato ai Maestri della scena del 900 finanziato dal Progetto Patto per il Riassetto del Sistema Teatrale Toscano con l’incontro “Carmelo Bene le voci e i corpi. Un omaggio al Maestro nel 10° anniversario della sua scomparsa” , organizzato dalla Rete Teatrale Aretina.
Il Convegno è condotto da Gianfranco Pedullà e Gianfranco Capitta con l’intervento delle attrici Sonia Bergamasco che ha lavorato a fianco del Maestro nel Pinocchio del 1998 e Michela Martini che nel 1978 Carmelo Bene la vuole come Desdemona nel suo Otello da Shakespeare.
Durante l’incontro verranno proiettati filmati e foto relativi alla grande arte del Maestro.

Carmelo Bene nasce “nel sud del sud dei santi”, a Campi Salentina in provincia Lecce, il primo settembre 1937.
A vent’anni, dopo gli studi classici in un collegio di gesuiti, approda all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Colui che verrà considerato il più grande attore del novecento lascerà l’accademia dopo un anno, convinto della sua “inutilità”.
Nel 1959 debutta come protagonista del Caligola di Albert Camus per la regia di Alberto Ruggero.
Dopo questa esperienza, Carmelo Bene diventa regista di sé: reinventando il linguaggio teatrale, con uno stile ricercato e barocco, C.B. manifesta il suo genio di attore. Non si limita a recitare (citare una cosa) e comincia così il suo “massacro dei classici”. Di questi anni sono: Pinocchio (1961), Salomè (1964), Amleto (1961), Il rosa e il nero (1966).
Scoppia il caso Carmelo Bene: è considerato un affabulatore, un presuntuoso “massacratore” dalla critica, mentre l’intellighenzia dell’epoca (Alberto Moravia, Angelo Maria Ripellino, Ennio Flaiano e Pier Paolo Pasolini, per portare alcuni esempi) lo ritiene un genio. Un genio che si scaglia contro il teatro di testo, per un teatro da lui definito “scrittura di scena”; un teatro del dire e non del detto, perché per Bene il teatro del già detto non dice, appunto, niente di nuovo, è solo un citare a memoria parole scritte altrove, quello che Artaud, a cui Bene si ispirò, definì un “teatro di invertiti”.
Ai suoi critici Bene rispose mettendo in atto una serie di critiche alla critica, articoli, interviste televisive (in una di esse dichiarò: “Come può criticarmi chi vive il teatro due ore al giorno, io lo vivo sempre”); comprò addirittura pagine di giornale e pubblicò un libro con Feltrinelli nel 1972, L’Occhio mancante.
Anni prima, nel 1965 la casa editrice Sugar aveva pubblicato il suo romanzo paradossale Nostra signora dei Turchi, che l’anno dopo Bene metterà in scena al teatro Beat ’62. Nel 1968 Nostra signora dei Turchi diventerà anche un film, che, mentre vince il premio speciale della giuria a Venezia, genererà tumulti durante la visione in alcune sale, forse per via della sua geniale “inguardabilità”. Nostra signora dei Turchi, citando Carmelo Bene, “è dichiaratamente anti ’68, in dispregio non solo a quel maggio italo-gallico, ma a tutti i maggi socialmondani della Storia, in saecula saeculorum”.
Si apre la parentesi del cinema di Carmelo Bene: Capricci (1969) e Don Giovanni (1970), Salomé (1972) e Un Amleto in meno (1973). Sempre citando Bene: “Il cinema è sempre servito a spacciare storielle, ma nessuno ha mai spacciato la pellicola”.
Dopo la meteora cinematografica (che verrà ripresa, per così dire, in alcuni lavori televisivi), Bene ritorna al teatro: negli anni ‘70, egli ottiene un tangibile successo anche di pubblico mettendo in scena La cena delle beffe da Sem Benelli (1974), Amleto (1975), Romeo e Giulietta da Shakespeare (1976), S.A.D.E. (1977), Manfred da Byron (1979).
Mai si era visto interpretare Shakespeare in quel modo. Amleto/Bene ad esempio recitava le parti più importanti della pièce “buttandole via”. Carmelo Bene distruggeva l’Io sulla scena, immedesimandosi nel ruolo che voleva demolire. “Attore Artifex”, cioè attore artefice di tutto, Bene si autodefinì con un neologismo significativo: MACCHINA ATTORIALE…

ore 17
All’interno del progetto Patto per il Riassetto del Sistema Teatrale Toscano
Nel decimo anniversario della morte:
CARMELO BENE. LA VOCE E I CORPI.
Un omaggio al Maestro nel 10° anniversario dalla sua scomparsa
Incontro con Sonia Bergamasco e Michela Martini
A cura di Gianfranco Capitta e Gianfranco Pedullà

INFO: Rete Teatrale Aretina 0575/1824380 – info@reteteatralearetina.it

Lascia un Commento

Ricerca
Calendario eventi
<<lug 2017>>
LMMGVSD
26 27 28 29 30 1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
31 1 2 3 4 5 6
Prossimi eventi
No events