Monte San Savino, Il lago dei cigni con Rudolf Nureyev e Margot Fonyeyn

giovedì 1 marzo ore 21.15
Il lago dei cigni
con Rudolf Nureyev e Margot Fonyeyn
dal Circuito MICROCINEMA

Il Teatro Verdi di Monte San Savino giovedì 1 marzo alle ore 21.15, sarà protagonista di un evento eccezionale ed unico per gli appassionati e i professionisti del balletto:
Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn , due étoile scritte nella storia della danza mondiale che hanno fatto la storia della danza mondiale, insieme nella versione restaurata in alta definizione de Il lago dei cigni.
L’anno era il 1964 e i due ballerini più amati e talentuosi del momento si incontrano e lavorano insieme per il Royal Ballet di Londra e per regalare al mondo intero una versione del balletto di Ciaikovsky, che farà scuola ai futuri coreografi e danzatori del mondo.
Durante l’intervallo ci sarà un Coffee Break (dolce più bibita o caffè) al solo costo di 2 euro presso il bar del Teatro.

Ingresso 10 euro

Rudolf Hametovic Nureyev, indimenticabile ballerino, è il personaggio che ha rivoluzionato il ruolo maschile nella danza. Nato il 17 marzo 1938 su un treno in una regione del lago di Baikal, durante un viaggio che la madre aveva intrapreso per raggiungere il marito a Vladivostock (che si era ivi trasferito per ragioni di lavoro), comincia a prendere lezioni di danza all’età di undici anni da un’anziana insegnante, la signora Udeltsova, che aveva fatto parte nientemeno dei leggendari “Ballets Russes” di Diaghilev (gli stessi che avevano collaborato con personalità artistiche del calibro di Stravinskij, Ravel,Matisse, ecc.).
Nel 1955 entra a far parte della prestigiosa scuola di ballo del Teatro Kirov di Leningrado e tre anni dopo è ammesso in compagnia. Durante una tournée in Europa, come molti artisti suoi compatrioti, chiese asilo politico alla Francia, per sfuggire all’oppressivo regime sovietico, alle sue imposizioni e gerarchie.
Correva l’anno 1961 e nella storia quella è una data che vuol dire solo una cosa, guerra fredda. In quel clima già rovente, si scatena un vero caso internazionale. Il suo nome finisce su tutti i giornali, non sempre per i nobili motivi legati alla danza, ma per quelli più terreni della politica e questo lo porta, volente o nolente, ad essere conosciuto da un più vasto pubblico, non necessariamente interessato all’arte e al ballo. Comincia così la sua carriera in Occidente con la compagnia del Marchese di Cuevas,con il Balletto Reale Danese di Erik Bruhn e poi con il Royal Ballet di Londra dove fra l’altro instaura un celebre sodalizio con Margot Fonteyn, con la quale forma la mitica coppia destinata ad incantare il pubblico di tutti i teatri del mondo. Nel corso della sua vita, Nureyev ha interpretato decine di ruoli, sia classici che moderni, sempre con enormi potenzialità tecniche e di immedesimazione. Ciò significa che, al pari dei cantanti lirici che per essere tali a tutti gli effetti non devono limitarsi a saper cantare, il ballerino era anche un grande attore, capace di coinvolgere il pubblico e trascinarlo nel vortice delle storie raccontate in musica dai grandi compositori. Infine, non bisogna dimenticare che crearono per lui tutti i massimi geni della coreografia, fra i quali vanno annoverati Ashton, Roland Petit, Mac Millian, Bejart e Taylor. Malato da tempo di Aids, il grande ballerino si è spento presso un ospedale parigino il 6 gennaio 1993 dopo l’ultima tormentata relazione con il cantante rock Freddie Mercury.

Margot Fonteyn, il cui vero nome all’anagrafe era Margaret Hookham, è forse la più famosa e grande ballerina del Novecento. La sua notorietà ha travalicato i limiti temporali della sua carriera, peraltro durata oltre quarant’anni, e il suo nome è tuttora il punto di riferimento per l’intero movimento ballettistico inglese, ma non solo. Musa di Frederick Ashton e partner di Rudolf Nureyev, Margot Fonteyn ha stabilito quello standard di qualità per il balletto inglese con cui le ballerine devono confrontarsi.
Dopo aver trascorso l’infanzia in Cina a 14 anni fece ritorno in Inghilterra e si unì al Vic-Wells Ballet. Il suo debutto (1934) fu nella parte di un fiocco di neve ne “Lo Schiaccianoci”. Fra le sue rappresentazioni nel ruolo di solista ricordiamo la Giovane Treginnis in “The Haunted Ballroom” di Valois. Quando la prima ballerina, la celeberrima Alicia Markova, decise di lasciare la compagnia nel 1935, all’interno del balletto si manifestò una forte preoccupazione su chi dovesse sostituirla. Ma nel corso dei successivi due anni, apparve chiaro che l’unica sostituta possibile era proprio lei, Margot Fonteyn, che veniva tenuta sotto costante osservazione, ancor prima di aver interpretato uno qualsiasi dei grandi ruoli classici. Nel 1939, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Margot aveva già danzato Aurora (“La Bella Addormentata”), Giselle e Odette/Odile (“Il Lago dei Cigni”). Inoltre, e ciò è forse ancor più importante, aveva creato una mezza dozzina di ruoli per le coreografie di Ashton; nei 25 anni successivi, lei avrebbe creato la maggior parte delle sue più grandi prime interpretazioni, lui la maggior parte dei suoi più grandi balletti. La sera della prima de “La Bella Addormentata” al Covent Garden, Margot Fonteyn, all’età di 26 anni, esordì come prima ballerina. Interpretò, fra gli altri balletti, “Symphonic Variations” e “Cenerentola” e la sua fama crebbe fino a farla diventare una étoile internazionale a partire dal 1949. Negli anni ’50 si esibì come Karsavina ne “L’Uccello di Fuoco” di Stravinski e creo i ruoli di Ondine e Chloë. Nel 1956, sposò Roberto de Arias, un diplomatico panamense. Intorno al 1960 iniziarono a correre voci di un suo possibile ritiro dalle scene a causa della impossibilità di conciliare la carriera di ballerina internazionale con i doveri della moglie di un ambasciatore.
Ciò nonostante, nel 1961 danzò “Giselle” con Rudolf Nureyev a Londra. Per il mondo del balletto, questo connubio fra due geni, fu una vera e propria rivelazione. Nureyev era di vent’anni più giovane e apparentemente fra i due non poteva esserci compatibilità, né fisica, né caratteriale. Tuttavia la tensione “elettrica” che si veniva a creare fra loro creava un qualcosa di ineguagliabile e di memorabile. Il balletto più famoso da loro rappresentato in coppia fu “Marguerite and Armand” di Frederick Ashton. L’ultima esibizione di Margot Fonteyn fu all’inizio degli anni ’70. Poi si ritirò a vivere a Panama per accudire il marito, che era rimasto paralizzato a seguito di un incidente di caccia. Margot Fonteyn morì di cancro nel 1991

Info e prevendite:
Monte San Savino: Ufficio Informazioni Turistiche, Piazza Gamurrini (c/o Il cassero) tel. 0575 849418
Arezzo:
Officine della Cultura – via Trasimeno 16, tel. 0575 27961 info@officinedellacultura.org – www.officinedellacultura.org
Rete Teatrale Aretina – via della Bicchieraia 34, tel 0575/1824380

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