Al Museo Ebraico di Bologna si inaugura la mostra di Vered Gersztenkorn. MOMENT TO MOMENT

Bologna -

In occasione di SBAM! Cultura a porte aperte, domenica 16 novembre alle ore 16.00, il Museo Ebraico di Bologna – in via Valdonica 1/5 – inaugura la mostra di Vered Gersztenkorn. MOMENT TO MOMENT, a cura di Hana Silberstein e Carlo D’Adamo.

Si può collocare Vered Gersztenkorn tra i pittori espressionisti e gli artisti di Art Brut, volendo così tentare di restringere il suo campo d’azione, cosa che porterebbe lo spettatore a una “facile” decifrazione delle sue opere.

Il linguaggio con il quale ha scelto di esprimersi ha una gestualità primitiva e spontanea e di una tale forza espressiva che riesce a mettere a nudo l’inconfessabile, senza però ferire.

Vered racconta con ironia l’umanità divertente, l’umanità distratta; segue con partecipazione occhi che guardano altrove, signore che si mettono in posa, lasciandosi commuovere dai suoi simili ed anche dai non simili a sé.

Per meglio osservarli, qualche volta Vered indossa gli occhiali dei bambini e disegna i cani con tutti i denti, uno per uno, e gli umani con i piedi girati da una parte, come i dignitari nei cartigli egizi. Ma il ricorso all’espressione infantile non è regressione, è citazione colta e scelta artistica, è operazione freudiana e rifiuto dell’accademia.

Quelle figure vivono di vita propria, e parlano la lingua dell’arte contemporanea, con la sua carica di vitalità, che si allontana dall’accademia, per dimenticare, superare, contestare la rappresentazione convenzionale, prospettica, realistica, razionale, e muoversi verso una figurazione emozionale, surreale, informale, trasgressiva, che affida i suoi contenuti al collage, al pastiche linguistico, al colore, alla gestualità, alla libertà dell’inconscio.

La profondità della sua ricerca attinge anche alla psicoanalisi, dove il racconto di se stessi va a ruota libera, toccando e facendo emergere frammenti di ricordi, pensieri, libere associazioni di idee, sogni e deliri.

La Gersztenkorn lo fa con tale naturalezza che fa pensare allo scorrere dell’acqua, a volte di ruscello e a volte di fiume in piena.

Nei quadri astratti, il primo approccio con la tela ancora vergine si rivela come intimo e amorevole. L’artista segna la tela con macchie, la fa sua con carezze e con piccoli racconti.

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